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Muratura esterna – By Petrini

Fessurazioni – Umidità – Cedimenti
I muri perimetrali possono presentare fenomeni di fessurazione, più o meno estesi. Le cause possono essere differenti; per individuarne correttamente l’origine, conta la loro posizione sulla superficie muraria e anche la loro evoluzione nel tempo. Se sono lievi e seguono il profilo di travi e pilastri, per esempio, possono essere provocate dal normale movimento meccanico dell’edificio, generato da dilatazioni termiche, vibrazioni, spinta del vento. Se invece la fessurazione è palese e profonda o si manifesta in zone inusuali, bisogna intervenire diversamente, con il parere preventivo di un tecnico strutturista (geometra, architetto o ingegnere abilitato). Macchie scure, bagnate e parallele al terreno (alte anche oltre il metro) sono invece tracce di umidità di risalita. Umidità da condensa e infiltrazioni si manifestano con macchie sul profilo superiore delle pareti (che spesso interessano anche gli ambienti interni).

Che cosa fare
Nei casi di fessure compatibili con i fisiologici movimenti strutturali, se ne deve comunque valutare l’entità: se minime e senza distacco materico, occorre mantenerne monitorata la trasformazione nel tempo, per prevenire danni più seri; solitamente si può rimediare colmando il vuoto con prodotti specifici (stucco o sigillante al silicone secondo la profondità) e coprendo con una nuova tinteggiatura.

  • Invece per lesioni serie (profonde o insolite per il punto in cui si sono formate) si deve fare valutare da un professionista se è sufficiente il ripristino dell’intonaco, con l’inserimento di reti antiritiro, oppure se si rende indispensabile il consolidamento statico.
  • In presenza di macchie di umidità ci si deve rivolgere a imprese specializzate nel risanamento.
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Manutenzione facciata by Petrini

 

Fessurazioni – Distacchi materiale
Le valutazioni vanno distinte in base alla tipologia del materiale di finitura. Tra quelli più comuni:

  • con intonaco e/o cappotto termico rasato può presentare problematiche legate alla comparsa di macchie superficiali dovute soprattutto a umidità e carbonatazione (fenomeno chimico che interessa il calcestruzzo, ma che influisce negativamente sui ferri di armatura che si ossidano) e a fessurazioni e distacchi di materia;
  • ventilate o rivestite richiedono una verifica concentrata soprattutto sulle lastre o sulle piastrelle – per controllarne l’allineamento – e sugli elementi di tenuta (che possono allentarsi e deteriorarsi a seguito dell’inquinamento atmosferico).

Che cosa fare
Per tutti i tipi di rivestimento esterno è consigliabile un controllo annuale delle superfici, da effettuarsi visivamente e, laddove si individui qualche segnale di degrado, è necessario provvedere invece a verifiche tattili, o con l’ausilio di strumentazioni specifiche, di stabilità del rivestimento.

  • Infatti lo strato che protegge le pareti si deteriora con il trascorrere del tempo, ma anche a seguito di eventi atmosferici eccezionali e dell’esposizione allo smog.
  • Da monitorare in modo particolare, perché più soggette al degrado, sono le pareti orientate a Nord e quelle verso le fonti di vibrazione, di bagnature e di forte carbonatazione (quali la strade di grande traffico).
  • Controlli frequenti sono da programmare anche per finiture dai colori scuri, in quanto, a causa dell’assorbimento di calore dovuto all’irraggiamento solare, possono provocare shock termico al materiale su cui sono applicati.
Fonte cosedicasa.com

Manutenzione Tetto by Impresa Edile Petrini

La casa o meglio il suo stato di conservazione va controllata con una  certa costanza. Questa è la strada giusta per mantenere l’edificio in efficienza. Al punto che è buona norma attenersi a un calendario degli interventi che permetta di provvedere tempestivamente non appena si riscontra qualche danno, con conseguente risparmio. Ecco una guida per non farsi sfuggire nulla e programmare per tempo gli eventuali lavori. 

Tetto Ordinaria: 1 anno / Straordinaria: 10 anni / Ristrutturare: 15-40 anni

 

Discontinuità del manto – Ossidazione – Infiltrazioni
Per questo elemento così importante ai fini della durata di tutto l’edificio, conta molto il tipo di manto. Poiché ogni materiale risponde alle sollecitazioni in modo differente, il degrado può avere manifestazioni diverse. A eccezione della presenza di infiltrazioni e umidità negli ambienti sottostanti che indica sempre punti di discontinuità in superficie.

Con tegole Le problematiche riguardano il disallineamento degli elementi di falda e dei terminali di colmo e la fessurazione – o addirittura la rottura – di questi. Ma anche l’alterazione delle lattonerie e delle piombature nei raccordi con le canne fumarie.

 In metallo Anche ai non esperti non possono sfuggire i fenomeni di ossidazione delle lastre e quelli di corrosione dei relativi sistemi di fissaggio, che vanno monitorati. L’integrità di questi elementi, infatti, garantisce continuità e stabilità alla copertura.

In guaina Rigonfiamenti, distacco dei lembi, lesioni visibili come il deterioramento superficiale non sono da trascurare, ma vanno tenuti sotto controllo per seguirne l’evoluzione. Un intervento è richiesto invece se si riscontrano punti di ristagno dell’acqua o sollevamenti in corrispondenza di raccordi, sormonti e risvolti tra le fasce di posa.

Che cosa fare
Per tutte le tipologie di copertura devono essere eseguiti dei controlli visivi periodici,con cadenza non superiore a un anno in modo da evitare l’insorgere dei gravi fenomeni di infiltrazione.

  • Va anche detto che questo può non essere sufficiente; spesso le infiltrazioni percorrono strade difficilmente individuabili a una valutazione a colpo d’occhio e se ne scopre la presenza solo dopo averne visti gli effetti.
  • Ogni 5 anni allora può essere utile la consulenza di un tecnico, o di imprese specializzate, per un’analisi approfondita del tetto.
  • Una costante pulizia dei punti di raccolta delle acque meteoriche (con particolare attenzione ai canali di gronda e all’imbocco dei pluviali) conviene programmarla prima dell’autunno e dopo una pioggia particolarmente abbondante. È facile, infatti, che a causa del vento si formino depositi di fogliame e detriti.
  • Controlli vanno previsti anche intorno al perimetro della canna fumaria, per verificarne la tenuta, e ai telai dei lucernari, per controllare lo stato delle guarnizioni.
Fonte www.cosedicasa.com